I dati sulle immatricolazioni di febbraio mostrano segnali incoraggianti per il mercato automobilistico italiano: 157.334 vetture immatricolate, con una crescita del +14% rispetto allo stesso mese del 2025. Anche il primo bimestre dell’anno chiude in positivo con 299.373 immatricolazioni (+10,2%).
Tuttavia, è importante leggere questi numeri con attenzione. Una parte significativa della crescita è stata sostenuta dal noleggio a breve termine: depurando il dato da questo contributo, la crescita reale del mercato si attesterebbe intorno al +9%. Inoltre, il mercato resta ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (-12,9% rispetto al 2019).
Transizione energetica: l’Italia resta indietro
Un dato su tutti evidenzia il ritardo italiano: le auto full electric (BEV) rappresentano oggi il 7,9% del mercato, ancora molto lontano dalle quote dei principali mercati europei:
- Francia: 28,3%
- Germania: 22%
- Regno Unito: 20,6%
- Media UE: 19,7%
La crescita dell’elettrico è evidente, ma in Italia procede ancora troppo lentamente. Per recuperare competitività servono tre interventi strutturali:
- Infrastrutture di ricarica più diffuse e capillari.
- Tariffe energetiche più sostenibili per la ricarica.
- Una riforma fiscale delle flotte aziendali.
Quest’ultimo punto è probabilmente il più strategico. In tutta Europa le flotte aziendali rappresentano il vero acceleratore della transizione energetica, mentre in Italia il sistema fiscale continua a penalizzare questo canale con livelli di deducibilità e detraibilità meno competitivi.
Le ibride dominano il mercato
Nel frattempo il mercato sta cambiando rapidamente, con una chiara preferenza per le tecnologie intermedie:
- Ibride: 51,9%
- Benzina: 20,2%
- Plug-in hybrid: 8,5%
- Full electric: 7,9%
- Diesel: 6,5%
Le vetture ibride si confermano quindi la tecnologia ponte della transizione energetica.
Il ruolo sempre più centrale del noleggio
Il noleggio continua a rappresentare uno dei principali motori del mercato automobilistico italiano. In particolare il noleggio a lungo termine rimane uno strumento fondamentale per:
- Accelerare il rinnovo del parco auto.
- Favorire l’adozione di tecnologie a basse emissioni.
- Offrire a imprese e professionisti soluzioni di mobilità più efficienti e sostenibili.
La sfida per i prossimi anni sarà accompagnare la transizione energetica con una visione industriale chiara, stabile e di lungo periodo, evitando misure distorsive e costruendo invece condizioni di mercato che favoriscano innovazione, competitività e fiducia di imprese e consumatori.
La mobilità sta cambiando rapidamente. Governare questo cambiamento sarà la vera sfida del settore nei prossimi anni.
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